Tempora artis magicae
RICOSTRUZIONE STORICA DEL PROCESSO PER “
MALEFICIUM ” AI DANNI DI DONNA ELENA ACCUSATA DI ESSERE
“ INCANTATRICEM,
INDIVINATRICEM, SORTILEGIAM ”
VOLTERRA A. D. 12 GIUGNO 1423
Protagonisti
Elena da Travale
Stefano Geri del Buono da Prato, Vescovo di Volterra
Antonio Michelotti da Perugia,Vicario del Vescovo di Volterra e Dottore in
Diritto Canonico
Ottaviano di Iacopo di Taviano Vermicelli da Volterra, Notaio Vescovile
Travale,
primo quarto del XV° secolo.
Il piccolo villaggio di contadini viene a trovarsi contemporaneamente sotto il
dominio di Siena e la competenza del Vescovo di Volterra.
Elena di Travale detta l’Incantatrice, vive in un contesto storico e sociale
frutto delle guerre e delle carestie che da decenni imperversano sulla penisola
italiana e nel resto d’Europa.
Catastrofi meteorologiche con furiose grandinate distruggono i già poveri
raccolti con il conseguente spopolamento e la fuga dalle campagne.
La gente del villaggio , vivendo nella disperazione, si pone degli interrogativi
sulla natura di questi misteriosi e devastanti fenomeni, cercando disperatamente
e con ingenuità, i rimedi alle avversità dell’esistenza proprio attraverso
la bassa magia, consultando uomini e donne dai presunti e segreti poteri magici.
Sicuramente l’aspetto del territorio alimenta simili credenze : strani vapori
bollenti fuoriescono dal sottosuolo, nere e cupe foreste circondano le case di
pietra del villaggio, misteriosi e lugubri ruderi millenari celano chissà quali
arcani misteri del paganesimo.
E’ già da un secolo che la Chiesa, attraverso la bolla Super Illius Specula
emanata da papa Giovanni XII°, sostiene che le pratiche divinatorie, magiche e
malefiche sono considerate idolatre e quindi eretiche. Bernardino da Siena, con
la sua politica di francescano osservante, guida la campagna contro le
praticanti di riti magici e nel 1427, quattro anni dopo il processo di Volterra,
porterà ad esempio proprio Elena nelle sue Prediche Volgari a Siena.
Le autorità di Volterra rappresentate dal Vescovo Stefano Geri del Buono da
Prato coadiuvato dal proprio Vicario e Dottore in Diritto Canonico Antonio
Michelotti da Perugia e dal Notaio Ottaviano di Jacopo di Taviano Vermicelli da
Volterra, riescono a mettere le mani su Elena grazie al passaparola degli
abitanti di Travale sulle sospette pratiche magiche della donna che viene così
processata dalle autorità civili e religiose della Città delle Balze con
l’accusa di essere “incantatricem, indivinatricem, sortilegiam”.
Volterra, rispetto alle città italiane dove si tengono processi a pseudo e
presunte streghe, appare molto più tollerante e condanna Elena, reo confessa,
alla pena della fustigazione sulla pubblica piazza, l’imposizione della mitria
penitenziale, il pagamento di cinquanta fiorini d’oro e l’espulsione dalla
diocesi.
Nessuno ha saputo più niente di Elena detta l’Incantatrice, una donna
proveniente dal villaggio di Travale e salva per un soffio dalle fiamme del
rogo.
“ … O
INNAMORATO, ANCO ISMEMORATO, E TU, INDIAVOLATA FEMINA, CHE VAI ALA
‘NCANTATRICE A TRAVALE, O A L’ALTRE PER AVERE LA TUA ISMEMORATA, E TU IL TUO
INDIAVOLATO ! …’’
Bernardino
da Siena
Le Prediche
Volgari
Organizzazione
Comune di MONTIERI Ass. Pro Loco del
Comune di Montieri (GR)
Ricerche storiche a cura della D.ssa Clara Ghirlandini