PARCO ARCHEO MINERARIO
MONTIERI
     
 

Trekking parco archeo-minerario, porta di Montieri

GLI ITINERARI

Il territorio di Montieri (Mons aeris, monte del rame) fonda la sua storia sui giacimenti di rame, ferro, piombo e argento la cui coltivazione ha profondamente modificato il paesaggio, ancora oggi bellissimo caratterizzato da boschi, torrenti e resti di miniere e fonderie.

1-     Itinerario Poggio Mutti: difficoltà media; tempo di percorrenza 2 ore circa; punto più alto 808 m s.l.m.

Durante il percorso guidato, che si inerpica verso la sommità del Poggio, sono osservabili antiche coltivazioni minerarie di rame, argento e piombo, risalenti al periodo medievale, riconoscibili in superficie da condotti sub-verticali in parte scavati per mano dell’uomo ed in parte di origine carsica. Quest’ultima caratteristica è dovuta alla natura calcarea delle stratificazioni rocciose presenti.

Per ciò che riguarda l’aspetto vegetazionale si riscontrano boschi di latifoglie decidue termofile, cerrete e arbusteti frammisti a specie tipiche della macchia mediterranea. La vegetazione si interrompe in prossimità di alcune cave dismesse di calcare rosso ammonitico, famose per aver fornito il materiale utilizzato nella costruzione del Duomo di Siena.

Il percorso offre ottimi punti panoramici verso la zona costiera ed in giornate particolarmente limpide è possibile scorgere i profili dell’Isola d’Elba e della Corsica.

2-     Itinerario Canonica di San Niccolò: difficoltà medio-facile; tempo di percorrenza 1 h e 30 min circa.

Il percorso, che ha inizio a circa 1 km dal paese di Montieri, si snoda all’interno di un incantevole bosco dominato da imponenti esemplari di castagni, faggi, aceri e conifere che conserva intatto l’aspetto selvaggio e naturale e che offre al visitatore la possibilità di riconoscere le numerose tracce lasciate dagli animali selvatici. Percorso circa 1 km si ritrovano i resti di un’antica Canonica dedicata a S. Niccolò, ospitava un convento di monaci agostiniani. La Canonica ha due particolarità che al momento la rendono unica sul territorio italiano: la prima è la sua singolare pianta architettonica a forma di fiore a sei petali; la seconda è la sua natura economico commerciale, infatti più che alla cura delle anime i monaci erano impegnati nel controllo diretto della coltivazione del minerale.

3-     Visita a Via delle Fonderie: come ci ricorda il nome stesso, nella via venivano eseguiti tutti i lavori di fusione e lavorazione dei metalli. Dall’anno 1214 fu sede anche della zecca, che coniava a nome del vescovo di Volterra il Grosso d'argento. L’edificio attuale risale al XIII secolo, di notevole bellezza sono le arcate  in parte ancora visibili e alcuni ferri ornamentali sulla facciata.

4-     Itinerario Le Roste: difficoltà medio-facile; tempo di percorrenza 1 h 30 min. circa.

Fin dall’antichità la zona nei dintorni di Boccheggiano è stata oggetto di esplorazioni minerarie per la presenza di estesi giacimenti a solfuri.

I giacimenti,sono impostati sullo sviluppo in profondità della dislocazione nota come “faglia di Boccheggiano” la quale, nella sua porzione più prossima alla superficie, ospita il filone a quarzo e a solfuri misti di rame, zinco, piombo e ferro coltivati in passato nella miniera del Merse e poi sfruttati fino a gli inizi degli anni novanta, nello specifico per l’estrazione del bisolfuro di ferro (pirite).

Il percorso è situato a metà strada tra i paesi di Montieri e Boccheggiano.

Camminando per circa 20 minuti, sulla sponda sinistra del fiume Merse, si giunge alle Roste, conosciute anche come  i “calanchi rossi del Merse”. Questo sito dalle morfologie surreali è il risultato del rimodellamento da parte degli agenti atmosferici degli imponenti monti di scorie di colore rosso derivati dalla lavorazione dei solfuri misti contenenti rame. Il minerale qui veniva lavorato secondo il metodo Conedera che prevedeva lo sminuzzamento manuale, l’arrostimento in loco ed il lavaggio dello stesso. Sono osservabili anche le gallerie  di scolo  utilizzate per quest’ultimo processo. La miniera del Merse, la quale forniva il materiale lavorato in questo luogo, venne abbandonata nel 1914.

Percorrendo il fiume in senso inverso è possibile osservare le laverie dismesse appartenenti alla miniera di Campiano, chiusa agli inizi degli anni novanta.

 

 

 Le Roste

Tutti gli itinerari possono essere completati visitando il museo dell’associazione OCCXAM di Montieri che conserva molti oggetti ed utensili un tempo utilizzati dai minatori e che offrono un ottimo supporto alla comprensione della vita di miniera.

 

TREKKING NATURALISTICO: POGGIO DI MONTIERI

 

Difficoltà media, ma con dislivello impegnativo; tempo di percorrenza 3 h circa; punto più alto 1050 m.

 

  Veduta dal Poggio di Montieri

Partendo dal Parco Comunale “Il Piano” (800 m) è possibile percorrere questo itinerario che giunge fino alla sommità del Poggio di Montieri (1050 m). Il percorso  si inerpica nel  bosco misto ceduo ove si rinvengono esemplari di conifere, cerri, noccioli, castagni e faggi nella parte più alta.

Qui la fauna selvatica è osservabile indirettamente, attraverso le molteplici tracce che si rinvengono lungo il percorso, sia con avvistamenti diretti, che in questa zona risultano piuttosto frequenti.

La fauna è rappresentata in particolare da ungulati, mustelidi, mammiferi minori, rapaci, strigidi ed esemplari di rettili ed anfibi.

Giunti nel punto più alto, il panorama si apre in modo inaspettato offrendo la vista del complesso delle colline metallifere e della stupenda costa.

Essendo un anello, il percorso termina nuovamente al parco comunale “il Piano”, un maestoso castagneto molto curato ed attrezzato ove è possibile rilassarsi e ristorarsi prima di discendere nuovamente verso il paese.